IL VANGELO IN PILLOLE – IL DISCEPOLO NON È PIÙ DEL MAESTRO

IL VANGELO IN PILLOLE – IL DISCEPOLO NON È PIÙ DEL MAESTRO

Il Vangelo ci invita a riflettere sulla relazione maestro-discepolo: «Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone» (Mt 10,24). Eppure, da docente ho sempre spronato i miei studenti a surclassarmi sull’esempio di Giotto, che supera il suo maestro Cimabue, o come Manzoni l’abate Pieri. Migliorare per essere liberi anche con la possibilità di sfiorare l’eresia. Sì, perché possiamo essere incompresi, trovare ostacoli o essere addirittura “perseguitati” per dichiararci seguaci di Cristo che è la Verità. Nel Vangelo di oggi Gesù ripete: “non temete!”.

Se chiamarono lui “Belzebu”, non ci dobbiamo meravigliare se in un dibattito, in un confronto culturale, in famiglia ci dicano di essere retrogradi. La fedeltà a Cristo, il Maestro, è il massimo riconoscimento del quale possiamo vantarci: «Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10,32).

Aniello Clemente

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